Estratto dalla relazione di Angel Riviére, Professore di Psicologia Evolutiva presso l’Università Autonoma di Madrid. Ginevra, 21 novembre 1996


Analizza le mie motivazioni spontanee: mi piace divertirmi, voglio bene ai miei genitori, sono contento quando riesco a fare le cose bene.

I miei atti non sono assurdi, per me hanno una logica: cerca di capirmi.

Sii positivo: sostituisci le attività senza senso con attività funzionali.

Non mi chiedere in continuazione cose che non sono capace di fare, proponimi attività nelle quali io posso riuscire da solo, aiutami se vuoi ed insegnami cose nuove, ma non esagerare con l’aiuto.

Quando non faccio ciò che mi chiedi, non interpretare che “io non voglio”, ma che “non posso”.

Non darmi troppi farmaci.

Non paragonarmi sempre ai bambini “normali”. Anche se per me è difficile comunicare, ho dei pregi: non inganno mai, non capisco le sfumature sociali ma non ho doppie intenzioni ne sentimenti pericolosi. La mia vita può essere soddisfacente se è semplice e ordinata, tranquilla, se non mi chiedi in continuazione di fare cose troppo difficili per me.

Accettami così come sono, sii ottimista, ma senza credere alle favole o ai miracoli: la mia situazione normalmente migliora con il tempo, anche se per ora non esiste guarigione.